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MOSTRA: “Nature domestiche. Un senso nuovo per gli oggetti del Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco”

In occasione del Bicentenario della nascita di Don Bosco, l’Associazione Missioni Don Bosco Valdocco ONLUS – in collaborazione con il Comitato Bicentenario 2015, la Regione Piemonte, il Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco – ha organizzato la mostra “NATURE DOMESTICHE. Un senso nuovo per gli oggetti del Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco”,  allestita nella Sala Mostre della Regione Piemonte, in Piazza Castello a Torino, e aperta al pubblico dal 24 gennaio al 1° marzo 2015.

La mostra, a cura di  Alessia Andena, Elisabetta Gatto, Anna Maria Pecci e Andrea Perin, ha inteso esplorare il rapporto uomo-ambiente a partire dalla multiforme interpretazione della natura nelle società occidentali, per invitare i visitatori a ripensarla non come un’idea universale, valida ovunque e per tutti, ma come un prodotto della diversità culturale. Gli oggetti delle collezioni del Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco, tra le più importanti raccolte missionarie in Italia, con pezzi provenienti da tutti i continenti, hanno offerto lo spunto per una riflessione sul rapporto con l’ambiente che oggi abbiamo sia noi sia le popolazioni indigene e i gruppi etnici di diverse provenienze che vivono a stretto contatto con la natura e che da essa dipendono.

Chiave di lettura della mostra: l’esperienza della natura attraverso i sensi. Mediante postazioni interattive è stato possibile mettere a confronto e in relazione mondo occidentale e culture “altre” e coinvolgere il pubblico in un’esperienza che lo ha sollecitato ad esercitare un approccio critico nei confronti della sua stessa idea di natura.

L’iniziativa è stata accompagnata da visite guidate per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado e da laboratori didattici, differenziati per classi, per approfondire i temi del percorso espositivo e per consentire sperimentazioni multisensoriali. 

Elisabetta Gatto (co-curatrice)

Anna Maria Pecci (co-curatrice)

Andrea Perin (co-curatore, progettista allestimento)

Bibliografia di riferimento

Andena Alessia, Gatto Elisabetta, Pecci Anna Maria, Perin Andrea (a cura di), Nature domestiche. Un senso nuovo per gli oggetti del Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco, catalogo della mostra (Torino, 24 gennaio – 1° marzo 2015), Centro Stampa Regione Piemonte, Torino 2015

Andena Alessia, Gatto Elisabetta, Pecci Anna Maria, Perin Andrea, Dalla natura alle nature, in Andena Alessia, Gatto Elisabetta, Pecci Anna Maria, Perin Andrea (a cura di), Nature domestiche. Un senso nuovo per gli oggetti del Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco, catalogo della mostra (Torino, 24 gennaio – 1° marzo 2015), Centro Stampa Regione Piemonte, Torino 2015

Gatto Elisabetta, Vista / Udito / Olfatto, in Andena Alessia, Gatto Elisabetta, Pecci Anna Maria, Perin Andrea (a cura di), Nature domestiche. Un senso nuovo per gli oggetti del Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco, catalogo della mostra (Torino, 24 gennaio – 1° marzo 2015), Centro Stampa Regione Piemonte, Torino 2015

Pecci Anna Maria, Tatto / Il ‘sesto senso’, in Andena Alessia, Gatto Elisabetta, Pecci Anna Maria, Perin Andrea (a cura di), Nature domestiche. Un senso nuovo per gli oggetti del Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco, catalogo della mostra (Torino, 24 gennaio – 1° marzo 2015), Centro Stampa Regione Piemonte, Torino 2015

Perin Andrea, Gusto / Che natura vuoi?, in Andena Alessia, Gatto Elisabetta, Pecci Anna Maria, Perin Andrea (a cura di), Nature domestiche. Un senso nuovo per gli oggetti del Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco, catalogo della mostra (Torino, 24 gennaio – 1° marzo 2015), Centro Stampa Regione Piemonte, Torino 2015

 

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PROGETTO PARTECIPATIVO: “L’arte di fare la differenza (AFD) – Edizione II 2013/2014”

La seconda edizione del progetto partecipativo “L’arte di fare la differenza” si è posta in un rapporto di continuità con la prima: da un lato è stata costruita sugli stessi presupposti teorici e metodologici, dall’altro ne ha implementato i punti di forza e trasformato in risorse le criticità emerse nel 2012, accogliendo nuove/i artiste/i e inedite pratiche relazionali, creative, rappresentative.

Una visione processuale, relazionale e negoziale di arte, cultura, identità, patrimonio ha nuovamente sostenuto un tipo di pratica formativa e artistica paritaria – a sfondo sociale – con il fine di promuovere tre artiste emergenti under 35 e tre artiste/i outsider ossia persone in situazioni di disagio sociale, relazionale o psico-fisico.

Il progetto anche nel 2013/2014 ha assunto quale motivo di ispirazione e di riflessione critica le collezioni del Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università degli Studi di Torino che si sono prestate ad essere valorizzate in chiave artistica e in un’ottica di accessibilità culturale. A differenza, tuttavia, del progetto precedente, in cui le collezioni coinvolte furono principalmente etnografiche e di Art Brut, il Museo ha messo a disposizione collezioni antropologiche ed etnografiche, fondi fotografici, pubblicazioni di Giovanni Marro, documenti d’archivio, schedature e immagini digitali degli oggetti, strumenti utilizzati dagli antropologi fisici. Obiettivo finale è stato la realizzazione di tre opere co-autoriali, ideate e prodotte dagli artisti in coppia – esiti della partecipazione al Laboratorio interdisciplinare “L’arte come relazione” – esposte in una mostra temporanea ospitata da Palazzo Barolo (Torino, 15 maggio – 8 giugno 2014) il cui allestimento è stato concepito in maniera collaborativa dai curatori con le/gli artisti partecipanti.

Gianluigi Mangiapane (referente – Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino, ente partner)

Anna Maria Pecci (ideatrice e  coordinatrice scientifica del progetto)

Bibliografia di riferimento

Mangiapane Gianluigi, Segni grafici: il patrimonio museale nel progetto “L’arte di fare la differenza”, in Arteco, Taramino Tea (a cura di), L’arte di fare la differenza. Edizione II – 2013/2014, Prinp Editore, Torino 2014

Mangiapane Gianluigi, Mondi in rivista: il patrimonio museale nel progetto “L’arte di fare la differenza”, in Arteco, Taramino Tea (a cura di), L’arte di fare la differenza. Edizione II – 2013/2014, Prinp Editore, Torino 2014

Mangiapane Gianluigi, Schede catalografiche: il patrimonio museale nel progetto “L’arte di fare la differenza”, in Arteco, Taramino Tea (a cura di), L’arte di fare la differenza. Edizione II – 2013/2014, Prinp Editore, Torino 2014

Mangiapane Gianluigi, Pecci Anna Maria, Boano Rosa, Rabino Massa Emma, Un patrimonio culturale e un percorso di valorizzazione, in “Psicoart. Rivista on line di arte e psicologia”, Vol. 6, 2015, pp. 117-131

Pecci Anna Maria, “L’arte di fare la differenza” II Edizione: i molti sensi di un progetto partecipato, in Arteco, Taramino Tea (a cura di), L’arte di fare la differenza. Edizione II – 2013/2014, Prinp Editore, Torino 2014

Performando il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino

Ragazze e ragazzi del progetto “A Piece about Us / Un pezzo di noi” martedì 5 maggio recitano, cantano, danzano, raccontano le collezioni del Museo d’Arte Orientale di Torino. A partire dalle ore 15.

Ingresso gratuito alle collezioni e alle attività.

Consulta il programma per saperne di più!

INSTALLAZIONE ARTISTICO/ETNOGRAFICA: “Imaga Nova Mondo”

Roma, Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, 29 gennaio – 12 febbraio 2013. Nell’ambito dell’iniziativa “Idee migranti”, sezione della mostra “[S]oggetti migranti: dietro le cose le Persone”.

Un’installazione in cui coabitano due opere d’arte relazionale realizzate nell’ambito del progetto partecipativo “L’arte di fare la differenza”, prodotte da due gruppi composti ciascuno da un artista emergente, un artista outsider (ossia in situazione di marginalità, disagio o svantaggio sociale o psico-fisico e relazionale) e un’educatrice. Esiti di un processo di creazione artistica e autorialità  condivise, esse hanno tratto ispirazione da manufatti appartenenti alle collezioni etnografiche e di Art Brut del Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università  di Torino, un patrimonio di circa 200 opere realizzate da ricoverate/i nell’ex Ospedale Psichiatrico di Collegno (TO).

“La città” e “Ricordi di viaggio” costituiscono pratiche di arte relazionale che, Imaga Nova Mondooltre a elaborare, in maniera critica e creativa, il tema della differenza, sono state concepite come mezzi e processi per una pari accessibilità all’arte e al patrimonio culturale. L’incontro tra arte e antropologia ha consentito di “disancorare” gli oggetti delle collezioni dalla posizione fissa e statica che occupano in museo, a favore di una prospettiva che ha privilegiato la loro funzione di mediatori di relazioni.

“Imaga Nova Mondo” è un pastiche linguistico che intreccia termini in Esperanto – imaga mondo (immaginario) e nova mondo (nuovo mondo, titolo di uno degli oggetti della collezione di Art brut) – con l’intento ideale di evocare e dare forma a scenari di migrazione e convivenza multiculturale nell’incontro tra poetiche artistiche e patrimoni, materiali e immateriali, che esplorano possibili orizzonti dell’intercultura.

 Concept e curatela: Gianluigi Mangiapane, Anna Maria Pecci

Bibliografia di riferimento

in corso di stampa

PROGETTO PARTECIPATIVO: “L’arte di fare la differenza (AFD) 2012”

Il progetto nel 2012 ha inteso sostenere e promuovere la creatività giovanile, proponendosi come occasione formativa per artisti emergenti e come opportunità per (ri)mettere in discussione la diversità di cui ognuno è portatore. Attraverso lo scambio, il dialogo e il confronto delle esperienze artistiche contemporanee con le collezioni etnografiche e di Art Brut del Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino, si è sviluppato come un laboratorio partecipato e interdisciplinare di mediazione interculturale e educazione all’arte. Esplorando e sperimentando i linguaggi dell’arte contemporanea quali strumenti critici di lettura della realtà e delle collezioni museali, AFD ha portato a riflettere sulle dinamiche di inclusione ed esclusione sociale e culturale in atto nel nostro quotidiano.adfd_card_2.indd

Tra il 19 ottobre e il 20 novembre 2012, 5 mostre diffuse sul territorio torinese hanno accolto le opere nate dall’incontro e dal dialogo di giovani artisti e educatrici con le collezioni del Museo di Antropologia. Dalla relazione con questo patrimonio, pretesto e stimolo al dialogo sull’arte e sulla differenza, attraverso esplorazioni e sperimentazioni, ha preso il via la fase creativa, frutto di un percorso interdisciplinare che ha combinato arte, antropologia, storia dell’arte, educazione, abilità e disabilità, disagio, lontananza geografica e culturale. Un progetto complesso: mesi di lavoro, dialogo e formazione per 5 gruppi di giovani artisti emergenti, artisti outsider (persone in situazioni di marginalità, disagio o svantaggio sociale e/o psico-fisico e relazionale) ed educatrici affiancati da storici dell’arte, antropologi ed educatori professionali.

Se il seme di ogni percorso è stato il confronto con l’Art Brut, potente espressione dei limiti delle “etichette” sono state le esperienze degli artisti e personali vissuti di marginalità e disagio.

Gianluigi Mangiapane (referente – Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino, ente partner)

Anna Maria Pecci (ideatrice e coordinatrice scientifica del progetto)

Bibliografia di riferimento

Mangiapane Gianluigi, Pecci Anna Maria, Porcellana Valentina (a cura di), Arte dei margini. Collezioni di Art Brut, creatività relazionale, educazione alla differenza, FrancoAngeli, Milano 2013

Pecci Anna Maria, “L’arte di fare la differenza”: il progetto, in Arteco e Tea Taramino (a cura di), L’arte di fare la differenza, catalogo della mostra diffusa (Torino, 19 ottobre – 20 novembre 2012), SEI Editrice, Torino 2012 (scaricabile qui)

PROGETTO PARTECIPATIVO E MOSTRA: “Lingua contro Lingua. Una mostra collaborativa”

Un’esperienza pilota (link), realizzata nel 2008-2009 nell’ambito del progetto europeo MAP for ID – Museums as Places for Intercultural Dialogue, con il fine di valorizzare le collezioni etnografiche del Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino in una prospettiva di inclusione culturale e cittadinanza attiva. Si tratta di una sperimentazione museografica basata sulla progettazione partecipata, la cui fruizione è stata mediata da una serie di FronteCartoOk(2)percorsi narrati dialogici. 9 mediatori e mediatrici culturali provenienti da Ciad, Italia, Marocco, Repubblica Democratica del Congo, Romania e Senegal – in collaborazione con i referenti del Museo e un architetto museografo – hanno concepito e realizzato un allestimento multivocale. La lingua del Museo (istituzionale, scientifica, didascalica) ha così dialogato con la lingua dei mediatori (autobiografica, evocativa, emozionale), interpreti di un patrimonio di cui non è stata stabilita alcuna verità, ma offerte chiavi di lettura.

Attraverso la narrazione, oggetti appartenenti alle collezioni etnografiche, talvolta anch’essi in dialogo con gli oggetti d’affezione scelti dai mediatori, sono diventati protagonisti di storie che, alla luce dei frammenti di vite vissute e di punti di vista differenti, si rivelano portatrici di una pluralità di significati in un’ottica interculturale. La mostra è stata ospitata dal Museo di Antropologia dal 17 novembre 2008 al 31 gennaio 2009.

Laura Carle (collaboratrice – HoldenArt, ente partner)

Gianluigi Mangiapane (referente – Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino, ente promotore)

Anna Maria Pecci (responsabile scientifica e coordinatrice – Centro Piemontese di Studi Africani, ente coordinatore)

Andrea Perin (curatore del progetto di allestimento, docente e tutor)

Bibliografia di riferimento

Mangiapane Gianluigi, “Lingua contro Lingua” e il museo, in “AM. Antropologia museale”, n. 20/21, 2008, p. 39

Mangiapane Gianluigi, Pecci Anna Maria, Lingua contro Lingua. Una mostra collaborativa, in “Museologia Scientifica Memorie”, n. 8, 2011, pp. 104-106

Pecci Anna Maria, ‘Lingua contro Lingua. Una mostra collaborativa’: un contributo multivocale alla mediazione interculturale dei patrimoni, in “AM. Antropologia museale”, n. 20/21, 2008, pp. 34-37

Pecci Anna Maria, Mangiapane Gianluigi, ‘Expographic Storytelling’: the Museum of Anthropology and Ethnography of the University of Turin as a Field of Dialogic Representation, in “The International Journal of the Inclusive Museum”, vol. 3, n. 1, 2010, pp. 141-153

Perin Andrea, Allestimento senza gerarchia, in “AM. Antropologia museale”, n. 20/21, 2008, p. 38

PROGETTO PARTECIPATIVO: “Migranti e patrimoni culturali”

Progetto realizzato nel triennio 2005-2008 con l’obiettivo di valorizzare oggetti di alcune collezioni museali piemontesi in una prospettiva di mediazione interculturale e inclusione culturale (link). A partire dai risultati dell’analisi dei bisogni condotta sul territorio piemontese con gruppi familiari e amicali africani, 8 mediatrici e mediatori culturali provenienti da Ciad, Isole Comore, Italia, Marocco, Repubblica Democratica del Congo e Romania hanno preso parte al Corso di formazione per mediatori dei patrimoni interculturali (15 settembre – 15 dicembre 2007). Il corso si è27/01/2008 16.25 concluso con la realizzazione del ciclo di percorsi narrati “Oggetto di incontro. Storie di viaggi, paesi, persone, culture” (20 gennaio – 10 febbraio 2008): oggetti appartenenti a collezioni africanistiche, meso americane e piemontesi sono stati assunti quali pretesti per raccontare storie di vita e fiabe, evocare riti e tradizioni, far ri-vivere il sapere e il saper fare di culture un tempo distanti e oggi “della porta accanto”. L’iniziativa ha adottato lo storytelling come strumento capace di far emergere i molteplici punti di vista che rendono i patrimoni culturali “zone di contatto” e di confronto tra persone diverse, accomunate dal contesto multiculturale in cui vivono.

Laura Carle (project manager – HoldenArt / Formule di Narrazione, ente partner)

Chiara Maggiore (assistente al coordinamento – Centro Piemontese di Studi Africani, ente coordinatore)

Anna Maria Pecci (responsabile scientifica e coordinatrice – Centro Piemontese di Studi Africani, ente coordinatore)

Bibliografia di riferimento

Carle Laura et alii, Sguardi e voci: la narrazione per valorizzare i patrimoni, in Anna Maria Pecci (a cura di), Patrimoni in migrazione. Accessibilità, partecipazione, mediazione nei musei, FrancoAngeli, Milano 2009

Pecci Anna Maria (a cura di), Patrimoni in migrazione. Accessibilità, partecipazione, mediazione nei musei, FrancoAngeli, Milano 2009

Pecci Anna Maria, Oggetti, persone, storie in risonanza. Un modo per esplorare il potenziale interculturale delle collezioni, in Francesca Morandini, Marco Baioni, Marina Volontè (a cura di), Archeologia & Intercultura. Integrazione culturale attraverso l’educazione al patrimonio archeologico, Vannini, Brescia 2010

Pecci Anna Maria, “Oggetto di incontro”. Percorsi narrati nei musei e mediazione interculturale dei patrimoni, in “Quaderni di Thule. Rivista italiana di studi americanistici”, VIII, 2009, pp. 813-819